|
Il monitoraggio in continuo delle emissioni, previsto dall’Allegato VI alla Parte V del D.Lgs. 152/06, è un obbligo che riveste sempre maggiore importanza nel panorama della gestione degli impianti industriali. Il decreto citato definisce i requisiti tecnici e gestionali degli SME e al punto 3.1 dell’Allegato VI alla Parte V stabilisce che “il gestore è tenuto a garantire la qualità dei dati mediante l'adozione di procedure che documentino le modalità e l'avvenuta esecuzione degli interventi manutentivi programmati e straordinari e delle operazioni di taratura della strumentazione di misura”. Le procedure sono stabilite dall'autorità competente per il controllo, sentito il gestore, e devono prevedere ai sensi del D.Lgs. 152/06:
a) la verifica periodica, per ogni analizzatore, della risposta strumentale su tutto l'intervallo di misura;
b) il controllo e la correzione in campo delle normali derive strumentali;
c) l'esecuzione degli interventi periodici per il mantenimento dell'efficienza del sistema;
d) la verifica in campo delle curve di taratura degli analizzatori.
Al punto 3.3 dell’Allegato VI è stabilito, inoltre, che gli analizzatori delle emissioni in continuo debbano essere certificati.
L’obiettivo della Guida tecnica per i gestori dei sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera (SME) è proprio l’implementazione della corretta gestione dei sistemi di monitoraggio in continuo delle emissioni mediante l’applicazione della norma UNI EN 14181:2005 “Emissioni da sorgente fissa - Assicurazione della qualità di sistemi di misurazione automatici”. Nel documento, infatti, sono individuati i criteri per permettere alle autorità competenti per il controllo (ARPA-APPA) ed ai gestori la realizzazione di un protocollo condiviso per la gestione degli SME. Lo strumento base di tale protocollo è il Manuale di Gestione che deve essere redatto secondo i principi delle norme europee EN 45000 (recepite dall’Italia nelle UNI CEI EN 45000) e che dovrà contenere:
1) la descrizione del funzionamento dell’impianto durante gli stati a regime, transitorio, avaria ed emergenze;
2) la definizione della costituzione dello SME in ogni sua fase di operatività (campionamento, analisi, elaborazione, trasmissione dei dati);
3) l’indicazione del tipo e della frequenza delle verifiche periodiche cui è soggetto lo SME;
4) le modalità fissate per garantire il mantenimento delle prestazioni dello SME;
5) l’identificazione delle procedure da attuare in caso di avaria all’impianto o al sistema SME;
6) l’individuazione delle responsabilità dei soggetti coinvolti nelle procedure di gestione e controllo.
La norma UNI EN14181:2005 richiede che gli SME siano sottoposti ad un processo di verifica del livello di assicurazione della qualità di misura. A tale scopo sono state definite tre procedure corrispondenti ad altrettanti differenti livelli di controllo di qualità, detti QAL (Qualità Assurance Level):
- QAL1: Procedimento da utilizzarsi per dimostrare l’idoneità dello strumento al proprio compito di misurazione (parametro e composizione del gas effluente) secondo quanto specificato dalla UNI EN 15267-3:2007.
- QAL2: Procedimento per la determinazione della funzione di taratura e della sua variabilità nonché una prova della variabilità del sistema di misurazione automatico rispetto all’incertezza fissata dalla legislazione.
- QAL3: Controllo periodico effettuato durante l’esercizio ed utilizzato per verificare la deriva e la precisione dello strumento rispetto ai requisiti di qualità determinati mediante la QAL1.
I tre procedimenti permettono quindi di verificare lo SME una volta installato e di esaminarne il corretto funzionamento in fase di esercizio.
Fino ad ora le autorità di controllo non disponevano di un protocollo comune per operare uniformemente nelle fasi di verifica degli impianti. Ciò comportava una difformità di comportamento e di trattamento a seconda della localizzazione dell’impianto sul territorio nazionale. La Guida approvata da ISPRA diviene ora il modello ufficiale da impiegare da parte di tutte le Agenzie regionali e provinciali per l’ambiente; allo stesso tempo il documento offre ai gestori l’opportunità di prepararsi con anticipo sui diversi aspetti di gestione dello SME.
|